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Guida al Tigullio (1700-1800)

Guida al Tigullio (1700-1800): I viaggiatori stranieri raccontano

Dopo questo lungo periodo di isolamento e angoscia, credo che un po’ tutti cerchiamo le nostre radici nel passato. Abbiamo bisogno del conforto della storia dei nostri posti, con tutti i suoi momenti felici e no. Uno per uno, distillati attraverso una memoria collettiva che, bene o male continuiamo a condividere. Il confinamento, eliminando o travolgendo il nostro ritmo vitale, le abitudini, gli incontri quotidiani, ha in qualche modo tagliato le radici della nostra esistenza. La pandemia ci ha come abbandonati a noi stessi e sospesi in un tempo che sembrava aver smesso di scorrere. In tale contesto, la ripartenza, non solo economica e sociale, ma anche interiore, può essere stimolata proprio dalla storia delle nostre città e paesi. Forse è un po’ riprendere tra le mani il filo del tempo, dal gomitolo che era caduto al suolo in questo lungo periodo. La mia intenzione è quella di trasmettere vive impressioni che ci facciano sentire partecipi di un passato comune.

Ho scelto i racconti e i diari di viaggiatori stranieri che hanno visitato il Tigullio, per cogliere uno sguardo esterno sulla nostra terra e le sue genti. Ed ho ripreso alcune loro riflessioni di carattere storico in quanto includevano vicende veramente curiose e poco conosciute. L’opera ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro, soprattutto dedicato al reperimento della documentazione storica. Nel concreto, dopo una selezione iniziale di alcune centinaia di titoli, tra guide turistiche dell’epoca e diari di viaggio, ho scorso e letto migliaia di pagine, prevalentemente in francese. Ho prediletto i brani e le pagine che meglio individuassero alcune delle mille sfaccettature della vita quotidiana nel Tigullio tra la metà del XVIIIº secolo e il XIXº. Anche se attraverso le parole dei viaggiatori, ho posto l’attenzione sulle osservazioni attinenti alla popolazione locale: il carattere, le attività, il tratto umano della nostra gente, centinaia di anni addietro. La sfida maggiore, comunque, è stata quella di cercare di trasformare questo materiale storico in un tutto fluente e piacevole, offrendo la scorrevolezza di un racconto tra le terre e le genti del Tigullio che, credetemi, non sono cambiate più di tanto. 

In Italia, purtroppo, la metodologia storica sovente resta intrappolata o nell’idealismo di crociana memoria oppure in un certo storicismo, perdendo di vista la dimensione quotidiana. Rifacendomi all’insegnamento degli storici d’oltralpe ed in particolare a quello di Fernand Braudel, nell’esperienza di questi viaggiatori ho cercato di privilegiare le piccole cose e le vicende casuali o curiose, sorvolando sui contenuti di comune notorietà. L’intenzione è quella di offrire un’esperienza di lettura che possa risvegliare quei dettagli, quei profumi, quei gesti e quei piccoli rituali iscritti in questi luoghi attraverso la vita dei nostri antenati liguri. Dopo aver selezionato il materiale storico, ho proceduto alla riscrittura o al riassunto dei singoli temi e, quando i testi lo permettevano, alla semplice traduzione e citazione. Alcune volte i soggetti si sovrappongono altre, magari, si ripetono: me ne scuserà il lettore. Ho tradotto personalmente i testi citati, nel tentativo di preservarne l’intera freschezza. Nello stile utilizzato mi sono sforzato di mantenere quello proprio all’epoca storica dei testi originali.

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